Grazie Gaslini! Un’esperienza di mamma, in diretta.

Un esperienza di mamma in diretta
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Un’esperienza di mamma, in diretta

Questa è una storia di una mamma. Una mamma, Serena, che ora vive la gioia di vedere la propria bimba crescere e gattonare. Una mamma che tuttavia non dimentica di dedicare un pensiero a chi l’ha assistita durante le sue vicissitudini e il suo parto al Gaslini, passando purtroppo da un’esperienza traumatica e dalle naturali ansie per la seconda gravidanza.

Ogni esperienza legata alla gravidanza, dalle più gioiose alle più difficili, rimangono ricordi indelebili, nella mente, nel vissuto, nel cuore.

Ogni mamma è consapevole di quanto misteriosa sia la vita che porta in grembo, nel percepirne i movimenti, nell’osservare le immagini talvolta difficili da distinguere delle ecografie, nell’attesa del responso di possibili accertamenti.
In particolare quando si tratta di complicazioni. Quando sorgono problemi, una madre vive nel modo più realistico e cosciente che la vita è sempre “appesa ad un filo” e momenti di difficoltà lasciano senza dubbio un segno nel “sentire” di una mamma.

Quello che si vive in quegli istanti in prima persona, alcune volte, resta cosi impresso che diviene superabile solo quando si riesce a coniugare la massima competenza professionale con l’innata capacità di “essere umani”.

Un’esperienza di mamma

Ecco la testimonianza di una nostra ospite che ha vissuto due gravidanze al Gaslini e che ha voluto raccontarci quanto sia stato importante per lei e per la sua vita, l’esperienza umana vissuta attraverso il sistema di cura e lo staff dell’Istituto. Un’esperienza completa dal lato umano e da quello professionale.

“Non so più quale sia l’inizio di questa avventura! Ho perso la mia bimba di 22 settimane proprio lì, nel padiglione delle ecografie. Un dramma, ma non dimenticherò mai quell’infermiera che è venuta a stringermi forte senza neppure conoscermi, il primo immenso abbraccio che mi ha cinta, il Gaslini intero mi ha abbracciata e per 4 giorni non mi ha mai lasciata. Medici, ostetriche, infermiere sconosciute che sono state una famiglia in quei giorni. Non ho mai ringraziato abbastanza. Mi hanno portato fortuna però.
Dopo poco sono rimasta incinta di nuovo. Minacce di aborto, sospetta gestosi, ancora ricoveri, ancora in una famiglia, ormai la mia. Finalmente nasce Bianca che ora ha 8 mesi, gattona e fa la pazza come in pancia! Ringraziare non basta, voi non fate il vostro lavoro, voi amate il vostro lavoro”.

Un’esperienza di mamma, in diretta

Mamma Serena ha un ricordo vivo dello staff Gaslini che l’ha assistita, e vuole offrire un ringraziamento personalizzato, unito da piccoli pensieri e parole quotidiane che ha vissuto, aneddoti di vita che – umanamente- lasciano sempre il segno.

“Michela Brighenti, Alessandra Adriani (“che ha fatto nascere Bianca”), Elisa Lorenzioni, Francesca Pochintesta….ma poi tutti, Katia, Debora (“che aveva il terrore di fare un figlio”), Alessandro (“poveretto con tutte quelle donne”), Caroline (“quando mio marito ha portato la focaccia lo ha abbracciato!”) Martina, Giorgia, Paola Vinerbi, le ragazze che ci accudivano, i medici tutti, il dott. Tiesi che durante il parto mi ha fatto morire dal ridere (“un pò meno quando mi ha ricucita”), il dott. Ginocchio che mi ha raccolto più volte al P.S., il dottore che mi ha detto “lo so che stanotte lei non partorisce” e il giorno dopo mi ha detto: “le avevo detto di no!!!!”, la dr.ssa Pastorino che quando le ho detto: “ma qui per voi donne… mica è Grey’s Anatomy eh!” … ha sospirato….ma si capiva che mi dava ragione; … il prof. Paladini quando a 32 settimane hanno trovato un “div” (difetto intraventricolare) a Bianca, il dottor Bruzzone, tutte le dottoresse che fanno gli esami prenatali. Tutte le ragazze che accudiscono, le ostetriche. Le mie compagne di stanza, il dottor Buffi che ci chiamava “la camera positiva”, tutte distrutte ma sempre: “noi stiamo tutte benissimo, andate pure dalle altre”…ci sentiamo ancora oggi! Per ultimo, ma perché lui è il numero 1, il Prof. !!!, il prof Bentivoglio: lui non è un primario, non è un dottore, non è un uomo. Non cito la sua professionalità, indiscutibile, cito la sua umanità: lui è un papà e capisce tutto e tutti. Grazie!

 

 
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