Shaken Baby Sindrome o Abusive Head Trauma: scopriamola insieme

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Quando un piccolo viene al mondo, i genitori entrano in contatto con una dimensione estremamente entusiasmante, ma che presenta anche mille dubbi nella cura dell’equilibrio così delicato del neonato.
I genitori si trovano a gestire nuove necessità che i bimbi manifestano con il pianto, il linguaggio del nostro piccolo più evidente, che talvolta è fonte di estremo disagio.
Attenzione! Nel tentativo di placare un pianto o un ‘capriccio’ che sembrano non finire mai, mamme, papà o altre figure che assistono il neonato – possono intervenire “scuotendo” energicamente il piccolo, completamente inconsapevoli dei danni che si possono arrecare.

Shaken Baby Sindrome: comprendiamo meglio

La Shaken Baby Sindrome (SBS) meglio oggi definita Abusive Head Trauma ( AHT) è caratterizzata da lesioni cranio-encefaliche derivanti dallo scuotimento forzato e ripetuto della testa e del collo del bambino piccolo . Risultano quasi sempre assenti segni visibili di impatto.
Si tratta di un “ maltrattamento ” di cui talvolta l’adulto – in genere la mamma, ma anche il papà o altre figure che assistono il neonato – neanche si rende conto, inconsapevole del danno che può arrecare, scuotendo il bambino, nel tentativo di placare un pianto o un ‘capriccio’ che sembrano non finire mai..

Shaken Baby Sindrome

Alcune caratteristiche anatomiche del neonato e del lattante favoriscono il determinarsi dei danni:

  • notevole volume e peso del capo in rapporto alla massa corporea
  • ipotonia della muscolatura del collo
  • elevato volume degli spazi sub aracnoidei con maggior facilita’ di rottura di piccoli vasi cerebrali.

Inoltre , a rischio ancora maggiore di danno cerebrale, risultano i bimbi nati prematuramente o coloro che hanno presentato problemi durante il parto o nella fase immediatamente successiva alla nascita.

Il cervello del piccolo bambino “ scosso” , inizialmente, subisce un danno contusivo che viene seguito dalla comparsa di sanguinamento con la formazione di ematomi subdurali. I processi successivi comprendono danni di natura ipossico –ischemica e di accumulo di liquido cerebrale fino all’insorgenza di quadri di compressione che possono peggiorare evolvendo progressivamente verso la atrofia cerebrale.

Altro organo bersaglio dell’azione lesiva e’ l’occhio . Precocemente infatti ,a seguito dello scuotimento, si manifestano emorragie retiniche (a punti e macchie) , altre lesioni della retina e lesioni del nervo ottico fino a determinare cecità.

Quando il piccolo bambino viene scosso ripetutamente può perdere coscienza subito oppure iniziare, dopo alcune ore a manifestare sintomi come:

  • irritabilità
  • tremori
  • difficoltà ad alimentarsi
  • vomito senza apparente motivo a cui progressivamente possono fare seguito
  • ipotonia e scarsa reattività
  • disturbi respiratori
  • crisi convulsive

fino al coma, con rischio per la vita del bambino.

Shaken Baby Sindrome

Se il bimbo sopravvive alla fase acuta, – purtroppo la mortalità in questi casi è molto elevata- esitano danni neurologici permanenti di varia gravità, come:
• – Ritardo dello sviluppo psicomotorio
• – Paralisi spastica / distonica
• – Disturbi della vista e/o dell’udito
• – Crisi convulsive
• – Disturbi comportamentali

La mortalità per AHT è stata stimata collocarsi intorno al 20% dei casi mentre significative disabilità si manifestano in circa i 2/3 di coloro che sopravvivono alla fase acuta. Le morti dovute ad AHT ed i casi più gravi avvengono, secondo studi di letteratura, tra 1 e 2 mesi di vita del bambino , età in cui la vulnerabilità è maggiore .

Appare evidente che l’informazione e la prevenzione rappresentano l’unico strumento davvero efficace per contrastare il fenomeno. In questa ottica, a Genova , è nata la collaborazione tra il DEA Gaslini e Soroptimist International con l’avvio di una campagna di sensibilizzazione che, con locandine e brochure distribuite a livello nazionale, intende diffondere la conoscenza dell’argomento e la consapevolezza della sua gravità.

Shaken Baby Sindrome: scopriamola insieme
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Responsabile Unità Operativa SD Pronto Soccorso e Osservazione Breve Intensiva. Coordinatrice del Gruppo di lavoro multidisciplinare aziendale su Maltrattamento e abuso di minore. Opera presso il DEA Pediatrico dell'IRCCS Giannina Gaslini.

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