Risvegliare il sentiment della vita. I Laboratori di Espressività Corporea-Musicale del Gaslini

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Risvegliare il sentiment della vita, l’obiettivo dei Laboratori di Espressività Corporea-Musicale del Gaslini

L’Istituto pediatrico Giannina Gaslini e il Teatro Carlo Felice di Genova a favore dei bambini con disturbi psicologici

Dal 2010 Luisa Baldinetti, ballerina e coreografa, promuove un progetto speciale presso la Neuropsichiatria dell’Istituto Gaslini: i Laboratori di Espressività Corporea Musicale. Si tratta di un progetto scientifico-artistico-terapeutico di grande successo, reso possibile grazie al prezioso contributo di Porto Petroli di Genova SPA. Luisa infatti affianca e integra la sua competenza con l’attività terapeutica dei nostri piccoli pazienti.

I bambini, pazienti ricoverati dell’Istituto Gaslini con disturbi psicopatologici, hanno infatti la possibilità di frequentare regolarmente questo laboratorio di “teatro-danza” Attraverso la creatività della danza, questi bimbi esprimono le emozioni più profonde, raggiungono un senso di appagamento e di scoperta di un nuovo sé e soprattutto scoprono nel corpo un nuovo strumento; è un’esperienza multisensoriale in cui si uniscono i propri lati emotivi con la logica del pensiero.

Risvegliare il sentiment della vita

La dottoressa Margherita Savoini psicologa–psicoterapeuta, supervisore dei programmi terapeutici, e Luisa Baldinetti, hanno avviato una collaborazione diretta e costante tra l’Istituto Gaslini e il prestigioso Teatro Carlo Felice di Genova. Il risultato è riuscire a dare animo e vita ad una delle Compagnie teatrali più stravaganti e affascinanti, perché riesce a mettere insieme tra i suoi componenti, artisti professionisti con i bambini del Gaslini, due registe tutto-fare, un danzatore-attore, un violinista che si presta attore, una neuropsichiatra che si presta attrice, e 11 bambini.

Come dice la Baldinetti si tratta di “una compagnia che si allarga e cresce ogni anno coinvolgendo nuovi bambini ma anche sarte, attrezzisti, elettricisti, fonici; insomma quei professionisti dei reparti tecnici del Teatro, che contagiati dall’entusiasmo si fanno cambiare turno per poter partecipare allo spettacolo dei nostri piccoli artisti in erba ,che entrano in palco con la serietà di un professionista e la gioia che un professionista magari non sogna più”.

L’importanza per i pazienti del laboratorio di Espressività Corporea Musicale del Gaslini è cruciale: è una realtà unica in Italia capace di integrare l’aspetto ludico-artistico con quello diagnostico, terapeutico e sociale.
Ogni lunedì pomeriggio, per i pazienti ricoverati, l’appuntamento di questo laboratorio al Gaslini è diventato una “luce” dove si condensano speranze, risorse, obiettivi. Anche il bambino “nuovo” che accede per la prima volta con riluttanza, esce dopo solo due ore con gli occhi luminosi e la domanda: “lunedì posso venirci ancora?”. E non solo: anche dopo la dimissione i bambini possono continuare a frequentare il laboratorio, da ambulatoriali esterni.

“Lo Strumento del Diavolo‎” – un esempio dei laboratori di espressivita’ corporea-musicale,
produzione del Teatro Carlo Felice in collaborazione con Istituto Giannina Gaslini

Risvegliare il sentiment della vita

Il Gaslini è riuscito a trasformare quella che è normalmente un’attività estemporanea in un progetto costante e continuo nel tempo, dove professionisti esterni al contesto ospedaliero-sanitario integrano nei programmi terapeutici attività di musicoterapia, arte terapia, gruppi di lettura e di gioco. Si realizza a tutti gli effetti una terapia integrata capace di rivelare sulla scena – come dice la psicologa Margherita Savoini – dei figli “inediti” di cui non si conoscevano le risorse e le potenzialità.

Negli ultimi 3 anni, nel prestigioso palcoscenico del Teatro Carlo Felice, sono andati in scena diversi spettacoli del “laboratorio” scritti e diretti da Luisa Baldinetti e Alessandra Premoli. Il linguaggio creativo scelto è quello del teatro-danza. Questa forma d’arte in cui la musica si fonde con l’espressività e il movimento è d’importanza cruciale in ambito terapeutico. Ecco infatti cosa ci dice la Baldinetti in merito:

“Il lavoro sull’espressività individuale stimola l’esplorazione delle proprie potenzialità più intime e nascoste, accompagnandoci nella scoperta e valorizzazione di ciò che ci rende differenti e quindi unici; attraverso il proprio corpo, unico e speciale, si entra in contatto con se stessi e con gli altri, aprendo nuovi canali di comunicazione con l’esterno più profondi e autentici del linguaggio verbale. Questi canali di comunicazione riescono a mettere in contatto la parte più profonda del bambino con l’esterno in maniera autentica, quasi inconsapevole. L’andare in scena diventa quindi l’evoluzione naturale di questo percorso, dove i piccoli artisti hanno la libertà di portare ciascuno il proprio unico e personalissimo contributo. La scrittura drammaturgica dello spettacolo lascia volutamente spazio a questa carica di inventiva e con essa si arricchisce. Viene data ai piccoli pazienti l’occasione di “essere”, al di là di abbandoni, abusi e maltrattamenti e tutte quelle violenze che provocano gravi problemi a livello neuropsichiatrico. Essere nuovamente bambini e comportarsi come tali, ma al tempo stesso affrontare un lavoro da grandi. La sfida si fa gioco, il gioco si fa sfida. Tutti si prendono cura di tutto e di tutti e così dietro le quinte magicamente si crea una macchina perfetta”.

Risvegliare il sentiment della vita

I benefici di questo progetto sono tanti per i pazienti che sono attratti nel partecipare e nel salire sul palco: tornano a mangiare le pazienti anoressiche che recuperano un corpo trascurato, tornano a sorridere bambini con anni di violenze e abusi, ritrovano il piacere del confronto bambini con disturbi di ansia sociale. Trovare un ruolo nello spettacolo consente di trovare anche un posto nel mondo.

Il benessere psicologico che produce il laboratorio nei pazienti (e nelle loro famiglie) li stimola in maniera molto concreta verso il benessere fisico, motivo per il quale il Gaslini ha scelto di abbracciare con molto “sentiment” questo progetto, anche perché rende la degenza dei pazienti meno “ospedaliera” e più legata alla realtà della vita quotidiana.

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Per saperne di più:

Rai News 1 Aprile 2015

Foto di Marcello Orselli, tratta da “Sogno, veglio, deliro” (2014) con i partecipanti dei Laboratori di Espressività Corporea del Gaslini

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One Comment

  1. Filippo Bandiera scrive:

    E’ con piacere che leggo questo articolo che mette in luce la collaborazione dell’ospedale Gaslini con il Teatro Carlo Felice attraverso il lavoro della coreografa Luisa Baldinetti.
    Scrivo per sottolineare come questa collaborazione si sia avvalsa piacevolmente, attraverso Luisa, anche di altri professionisti, oltre a quelli citati nell’articolo, quali i danzatori della compagnia DEOS – Danse Ensemble Opera Studio nata internamente al Teatro Carlo Felice e diretta dal coreografo Giovanni Di Cicco.
    E’ dal 2013 che i danzatori DEOS, fra i quali Luisa stessa, hanno collaborato per la realizzazione dei suoi spettacoli (ben tre produzioni) finalizzata al teatro-danza con i bambini del Gaslini all’interno dal Teatro Carlo Felice.
    E’ stata una gioia aver fatto parte di questo gioco per aiutare i bambini in difficoltà ad alleggerire i loro sentimenti più cupi e il DEOS è fiero di poter valorizzare questa collaborazione attraverso il lavoro dei suoi danzatori; uno per tutti Luca Alberti che ha partecipato all’ultimo spettacolo, Lo Strumento del Diavolo e che ha collaborato con Luisa all’interno del Gaslini.
    Ringrazio quindi per aver avuto l’occasione di scrivere quanto sia stato importante essere parte di questi progetti che mi auguro abbiano alleviato le sofferenze e fatto crescere i bambini ai quali sono stati dedicati.

    Filippo Bandiera
    danzatore DEOS

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