Operano mio figlio per la tosse

aortopessi-gaslini-francesco-santoro
Share Button

Se il vostro bimbo ha accessi ripetuti di tosse abbaiante e rauca, accompagnata da frequenti infezioni polmonari, oppure da “affanno” per sforzi anche banali, potrebbe avere una “compressione tracheale di tipo vascolare”.

Operano mio figlio per la tosse

È una condizione tutt’altro che rara. Non è una malattia vera e propria, dato che non manca nulla a vostro figlio e quello che c’è funziona benissimo. Solo che nel suo torace le strutture anatomiche sono un po’ “affastellate” e cercano spazio modificando i rapporti reciproci, “spintonandosi” un po’.

Cosi l’aorta ed il tronco arterioso anonimo si appoggiano indietro sulla trachea, deformandola e restringendola.

La prima cosa che questa compressione produce è il ristagno delle secrezioni nei polmoni, procurando la tosse e le infezioni. Poi, durante gli sforzi , quando in genere si ha un’accentuazione della compressione (nell’aorta aumenta la pressione del sangue e la trachea vorrebbe dilatarsi per aumentare la ventilazione) compare la difficoltà di respirazione che noi chiamiamo dispnea da sforzo. Se poi il piccolo è stato operato di atresia esofagea o di fistola tracheo-esofagea ed ha questi sintomi, la diagnosi è certa, anche senza bisogno di fare altri esami.

Operano mio figlio per la tosse

Infatti circa la metà dei bambini con una pregressa patologia esofagea ha questa anomalia dei rapporti anatomici tra aorta e trachea.

Ovviamente non bastano i sintomi e la storia clinica del piccolo a fare la diagnosi. Presso l’Istituto Gaslini esiste un team multidisciplinare in cui esperti Pneumologi, Radiologi, Cardiochirurghi, Chirurghi Pediatri, Anestesisti e Rianimatori possono valutare questa sintomatologia e discutere assieme per trovare la soluzione più adatta al singolo paziente. In particolare Angiografia TAC, tracheobroncoscopia e spirometria costituiscono l’iter diagnostico pneumologico strumentale basilare per identificare i pazienti che devono essere operati.

Operati? E di cosa?

L’intervento che possiamo proporre, ma solo nei bimbi in cui dimostriamo la correlazione tra sintomi, anatomia e dati funzionali, si chiama Aortopessi e, molto semplicemente, ha come obiettivo quello di distanziare l’aorta e la trachea tra di loro evitando che entrino in conflitto spaziale nel torace. Si ottiene questo risultato ancorando l’aorta in una posizione più anteriore possibile attraverso una piccola toracotomia anteriore.

L’intervento è semplice, dopo pochi giorni il piccolo paziente può tornare a casa e il miglioramento dei sintomi si raggiunge nella quasi totalità dei casi.

Dopo un anno in genere si effettua un controllo completo (angioTAC, endoscopia e spirometria), per verificare la stabilizzazione della trachea.

Operano mio figlio per la tosse

Per informazioni:

Share Button

Calabrese di nascita, studia e inizia la sua formazione a Siena per trasferirsi a Milano agli inizi degli anni ’90. Dopo oltre 20 anni trascorsi nei migliori ospedali italiani ed europei, approda a Genova all’Ospedale Gaslini, affiancando il Dr Lucio Zannini. Da cinque anni responsabile del progetto “Rete Guch Ligure”. Collabora con cardiochirurghi di mezzo mondo per sviluppare la cardiochirurgia in paesi emergenti.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


sette + 7 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>