Le epilessie del bambino possono essere malattie genetiche?

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Ai tempi di Ippocrate era il “morbo sacro”: la medicina ci ha insegnato a parlarne al plurale e la “rivoluzione molecolare” a cercare risposte e soluzioni nei geni.

L’importanza di una predisposizione familiare nel determinare l’insorgenza del “morbo sacro” è nota fin dai tempi di Ippocrate. In realtà le epilessie costituiscono un eterogeneo gruppo di patologie multifattoriali, in gran parte determinate dall’interazione di fattori genetici e ambientali. Tra le epilessie sono comprese numerose sindromi: vi sono forme in cui l’insorgenza delle crisi è riconducibile a un danno cerebrale strutturale o metabolico acquisito o geneticamente determinato (epilessie sintomatiche) e forme in cui l’epilessia si manifesta in un quadro neurologico apparentemente normale, probabilmente in seguito a difetti funzionali dell’attività cerebrale geneticamente determinati (epilessie idiopatiche).

Epilessie, malattie genetiche?

Una quota di epilessie, infine, pur sospette di essere secondarie a una patologia organica/strutturale del sistema nervoso centrale, ha un’eziologia non definibile con gli strumenti diagnostici oggi a disposizione.

La ricerca genetica

Negli ultimi vent’anni la “rivoluzione molecolare” ha avuto un importante impatto anche nella diagnosi e nel trattamento delle epilessie, in particolare di quelle idiopatiche che riguardano circa lo 0.4% della popolazione generale e costituiscono il 30% di tutte le epilessie. Numerosi studi su coppie di gemelli, su famiglie con epilessia e su specifici traits EEG (n.d.r. Elettroencefalogramma) hanno cercato di definire la modalità di trasmissione genetica delle epilessie e la valutazione del rischio individuale di crisi epilettiche.

  • Studi sui gemelli è da tempo noto che il tasso di concordanza per epilessia é più alto nei gemelli monozigoti rispetto ai gemelli di zigoti.
  • Studi di popolazione e familiari si caratterizzano per una disomogeneità nel disegno dello studio e nelle casistiche considerate. Tuttavia alcuni dati emersi forniscono utili strumenti. Quelli della scuola di Rochesterhanno permesso di evidenziare la presenza di un maggiore rischio nei parenti di un paziente affetto da epilessia rispetto alla popolazione generale dove si assume un rischio dell’1%. Così, nei fratelli di un caso affetto da epilessia si osserva un rischio del 3-5%; nei figli di un genitore con epilessia il rischio è del 4-6 %. Il rischio sale all’8% se è affetto da epilessia anche un genitore ed è del 12 % se è presente nel genitore un tratto EEG generalizzato. Nei figli di un genitore affetto da epilessia il rischio di crisi epilettiche é diverso se si tratta della madre (8,7 %) rispetto al padre (2,4 %).
  • La concordanza sindromica un altro aspetto da valutare riguarda quale forma di epilessia si manifesta in un nuovo caso familiare in relazione alla forma clinica del probando. Una concordanza completa si osserva solo nel 25 % delle famiglie, ed è più alta nei parenti di primo grado.

Alle origini dell’epilessia

L’epilessia è considerata una “malattia sociale” a causa della sua elevata incidenza (1% circa della popolazione). In Italia oltre 500 mila persone sono affette da epilessia. Questa patologia ha un impatto particolarmente significativo nei bambini e negli adolescenti in quanto nell’80% dei casi si manifesta entro i 20 anni di età. Le crisi epilettiche sono caratterizzate da scariche elettriche eccessive e spontanee, che hanno origine nel cervello. Gli impulsi nervosi alla base della normale attività cerebrale sono regolati da flussi di ioni che si muovono dall’interno all’esterno della cellula (e viceversa) attraverso proteine chiamate canali ionici neuronali.

Epilessie malattie genetiche?

Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato che l’epilessia si sviluppa quando si verifica uno sbilanciamento tra le correnti di ioni. Per tale ragione le correnti ioniche neuronali costituiscono il bersaglio preferenziale dei farmaci antiepilettici. Tuttavia nel 30% dei soggetti con epilessia le crisi non possono essere adeguatamente controllate anche in seguito all’utilizzo di molteplici farmaci.

La classificazione

È da sempre importante nella pratica clinica per formulare una diagnosi, impostare una terapia corretta e ipotizzare una prognosi. Nell’ultima classificazione ILAE (n.d.r. “lega internazionale contro l’epilessia”) del 1989 sono individuate diverse sindromi epilettiche in base al tipo di crisi, l’età di esordio, il decorso possibile. I dati indicano tuttavia che sindromi clinicamente diverse ricorrono nelle stesse famiglie indicando l’esistenza di fattori ereditari comuni.

Epilessie malattie genetiche?

La genetica ha inoltre posto l’attenzione su specifici fenotipi familiari successivamente validati come nuove forme sindromiche quali l’epilessia mioclonica benigna familiare dell’adulto e le crisi infantili benigne familiari.

La ricerca

Questo tipo di attività vengono coordinate presso l’Unità Operativa di Neurologia Pediatrica e Malattie Muscolari (Direttore: Prof. C. Minetti) dell’Istituto Gaslini di Genova e vede coinvolte altre Unità Operative dell’Istituto (Neuropsichiatria infantile, Neurochirurgia, Neuroradiologia, Anatomia-Patologica).

E’ all’analisi genetica e funzionale delle varianti geniche (Copy Number Variants) di canali ionici nelle Epilessie Idiopatiche che si è dedicato Pasquale Striano negli ultimi anni, in collaborazione col biologo dr. Federico Zara. perché la ricerca delle basi genetiche delle epilessie potrà determinare in futuro un’applicazione in campo diagnostico con lo sviluppo di test molecolari a basso costo, rapidi ed efficaci.

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- Dr. Striano: professore associato di pediatria. La sua ricerca è stata premiata per due volte con il Gerolamo Gaslini Young Investigator Awards. Nel 2012 ha ricevuto a Londra l''European Young Investigator Award', come miglior ricercatore europeo al sotto dei 45 anni che si sia distinto nel campo dell' Epilessia a livello internazionale. - Dr. Zara: genetista e biologo molecolare. Ha contributo all’identificazione di numerosi geni implicati in diverse forme di epilessia ed è tra i principali referenti italiani nel campo della diagnostica e ricerca genetica nell’ambito delle epilessie.

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