La trasposizione dei grossi vasi, l’esperienza di Ludovica Maria

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“Non vi faccio perdere molto tempo perché so benissimo quanto è prezioso ma in cuor mio sento il bisogno di ringraziarvi ancora per tutto quello che avete fatto per noi e per la nostra piccolina”

Comincia così una gentile lettera di ringraziamento che il papà di Ludovica Maria ha indirizzato al reparto di Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare dell’Istituto Giannina Gaslini.
Un pensiero profondo e sincero che i genitori della piccola hanno voluto condividere con chi ha preso in cura la piccola, affetta da una cardiopatia congenita.

La trasposizione dei grossi vasi, l’esperienza di Ludovica Maria

Tutto ha inizio dopo una ecografia morfologica che rivela nel feto una cardiopatia congeninta TGA (trasposizione grandi arterie) a setto intatto. La cardiologa di riferimento della famiglia consiglia di contattare il Gaslini di Genova, riferimento d’eccellenza. I genitori entrano prontamente in contatto con il primario di cardiochirurgia e chirurgia vascolare dell’Istituto Giannina Gaslini, Dr. Zannini che con precisione indica il percorso possibile. Le valutazioni della famiglia sono immediate e con fiducia affrontano il trasferimento da Altamura (BA) a Genova, per un preventivo ricovero per i necessari accertamenti, un paio di settimane prima del parto. A Genova confermano la diagnosi e viene predisposto un parto cesareo programmato, per intervenire con urgenza alla nascita. Il 1 Aprile alle 15.00 nasce Ludovica Maria, immediatamente operata e salvata, dapprima con un intervento di stabilizzazione da parte del Dott. Marasini, e poi con un intervento definitivo, a distanza di una settimana, durato 8 ore, condotto dal Dr. Zannini e il Dr. Cervo. Ancora alcuni giorni in rianimazione, poi in terapia intensiva e infine le dimissioni il 30 aprile.
“Oggi Ludovica Maria ha tre mesi è una bimba bellissima e che cresce bene e noi dal profondo del nostro cuore non smetteremo mai di ringraziare ogni giorno il Gaslini ed il suo splendido Staff.”

Ringraziamo il papà di Ludovica Maria, Sig. Nicola Quartarella, che ha voluto condividere la sua esperienza.

La trasposizione dei grossi vasi (TGV)
Scopriamola insieme

La trasposizione dei grandi vasi è una cardiopatia congenita frequente ed assai grave in quanto, se non viene fatta la diagnosi in epoca fetale o immediatamente dopo la nascita, diviene rapidamente incompatibile con la vita.
L’errore fondamentale consiste infatti in un errato raccordo fra il cuore ed i grandi vasi che escono dal cuore e più precisamente l’arteria polmonare che, nel cuore normale, porta il sangue ad ossigenarsi nei polmoni e l’aorta che distribuisce il sangue ossigenato a tutto l’organismo.

La trasposizione dei grossi vasi, l’esperienza di Ludovica Maria

Nella trasposizione i vasi nascono invece invertiti e quindi, subito dopo la nascita e il taglio del cordone ombelicale, quando il neonato inizia a respirare, l’aorta comincia a distribuire sangue non ossigenato a tutto il corpo e l’arteria polmonare ricicla nei polmoni il sangue già ossigenato.

Questa situazione è rapidamente mortale ed è quindi necessario creare all’interno del cuore una comunicazione che permetta alle due circolazioni (che sono in parallelo) di scambiare una quota di sangue.

Ciò si realizza oggi mediante un cateterismo cardiaco intervenzionale; si entra nel cuore da una grossa vena (in genere la vena femorale) con un catetere alla cui estremità è presente un palloncino che, opportunamente gonfiato, permette di lacerare in parte il setto interatriale, cioè la struttura assai fine che separa tra di loro le camere che ricevono il sangue proveniente dalle vene. In questo modo una quota di sangue non ossigenato si mescola a quello ossigenato garantendo la sopravvivenza del neonato.

Successivamente, generalmente nei primi 15-20 giorni di vita, si esegue l’intervento di de-traspisizione o switch arterioso che permette di ricollocare i vasi al posto giusto. La procedura è resa complessa dalla necessità di trasferire anche le arterie che nutrono il cuore, le arterie coronariche. Come in tutti gli interventi al cuore, anche in questo caso è necessario fermare il cuore (per circa 2 ore) ed “assistere” il piccolo paziente con la circolazione extracorporea.

Il futuro di questi neonati è buono in quanto, una volta superato l’intervento chirurgico e la delicata fase di rianimazione post-operatoria, il cuore è normale e la qualità di vita in genere assai buona.

La trasposizione dei grossi vasi, l’esperienza di Ludovica Maria

Tutti questi pazienti necessitano di regolari controlli cardiologici per seguire la crescita delle strutture cardiache ed extracardiache che sono state “ricostruite” ed escludere eventuali problematiche.
Tuttavia, a distanza di oltre 35 anni dai primi interventi di questo tipo, si può certamente affermare che la trasposizione dei grandi vasi, soprattutto se la diagnosi è già stata fatta durante la vita fetale, rappresenta una delle sfide di maggiore successo nel campo della cardiochirurgia pediatrica.

Per informazioni:

La trasposizione dei grossi vasi, l’esperienza di Ludovica Maria

Mail testuale di ringraziamento 7/5/2015

Gentilissimo Dott. Zannini,
sono Nicola Quartarella il papà della piccola Ludovica Maria alla quale avete salvato la vita non più di un mese fa, non vi faccio perdere molto tempo perché so benissimo quanto è prezioso ma in cuor mio sento il bisogno di ringraziarvi ancora per tutto quello che avete fatto per noi e per la nostra piccolina; grazie a voi dottore per averla operata e salvata e grazie a tutta la vostra equipe, sono stati tutti bravissimi e sempre gentilissimi, tutti, dalle inservienti ai medici, non ci siamo mai sentiti soli e abbandonati, abbiamo sempre respirato comprensione e solidarietà, questo fa di voi non solo degli ottimi professionisti ma soprattutto delle persone con un grande cuore, e si ora sono ancora più convinto che per occuparsi e prendersi cura dei piccoli cuori ci vogliono i grandi cuori.
Dottore, in allegato vi invio la foto che abbiamo scattato il giorno delle dimissioni, per noi non sarà mai un semplice ricordo ma sarà la testimonianza che gli angeli esistono non solo in cielo ma anche sulla terra e gli angeli della mia piccolina li abbiamo incontrati nel reparto di CCV del Gaslini.
Vi saluto con tanta tanta stima, buon lavoro.
Nicola Quartarella

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Direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Addominale e Trapianti presso l’Istituto Gaslini. Durante la sua formazione ha frequentato i più importanti Centri Internazionali di Cardiochirurgia Pediatrica. Consigliere della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca e dell’European Congenital Committee della Società Europea di Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica (EACTS). Primo Autore o Coautore di circa 150 lavori scientifici di cui 80 su Riviste Index. Ha eseguito come primo operatore oltre 3000 interventi per cardiopatie congenite di cui la maggior parte per cardiopatie congenite complesse nella prima infanzia.

One Comment

  1. Nicola Quartarella scrive:

    Spero che la nostra testimonianza possa essere d’aiuto a chi si troverà ad affrontare il nostro stesso percorso e non ci stancheremo mai di ringraziare il Gaslini e la sua splendida equipe.

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